Descrizione
BPC-157
Il peptide di ricerca BPC-157 rappresenta un potenziale composto terapeutico che, dopo ulteriori studi sull’uomo, potrebbe diventare un trattamento efficace per molti tipi di lesioni, comprese alterazioni e ferite di organi, ghiandole o pelle. Questa sequenza parziale della proteina protettiva gastrica umana BPC, naturalmente presente nel tratto digestivo umano e ottenuta dai succhi gastrici umani, è stata scoperta negli anni ’90 da un gruppo di scienziati che ne studiavano soprattutto gli effetti sulle funzioni del tratto digestivo e sulla guarigione delle ferite.
In numerosi studi su colture cellulari e animali, il penta-decapeptide ha mostrato effetti di guarigione costantemente positivi e rapidi nella maggior parte delle lesioni sistemiche o traumatiche. È stato osservato che questa elevata capacità rigenerativa e cicatrizzante agisce non solo su numerosi tessuti molli, muscoli e legamenti, ma anche sugli organi interni, sulla pelle, sul sistema nervoso e nel trattamento di problemi come ulcere, morbo di Crohn o disturbi intestinali ostruttivi. Possiede inoltre effetti analgesici e aumenta la produzione di reticolina e collagene, l’angiogenesi e la stimolazione dell’infiltrazione di macrofagi e fibroblasti. Inoltre, studi di ricerca hanno dimostrato la sua capacità di contribuire a una guarigione più rapida delle ustioni chimiche cutanee aumentando il flusso sanguigno verso i tessuti danneggiati.
Nonostante manchino ancora studi clinici sull’uomo, il peptide mostra un grande potenziale e ulteriori sviluppi potrebbero portare a nuove terapie per numerosi processi rigenerativi. Vediamo ora alcune conclusioni degli studi di ricerca sul BPC-157.
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Effetti confermati dalla ricerca
1. BPC-157 nella ricerca sulla guarigione delle ferite
Esistono diversi studi focalizzati sul chiarimento del preciso meccanismo di guarigione delle ferite mediato dal BPC-157. Una ricerca su ratti maschi ha studiato l’effetto del peptide sui fibroblasti isolati dai tendini d’Achille. Secondo l’analisi cDNA microarray, il BPC-157 ha aumentato nei fibroblasti tendinei l’espressione del recettore dell’ormone della crescita. I fibroblasti sono cellule essenziali per la guarigione delle ferite e responsabili della deposizione delle proteine della matrice extracellulare, come collagene, fibrina, elastina ecc. È stato dimostrato che il BPC-157 influenza la proliferazione dei fibroblasti in coltura e in vivo in modo dipendente dalla dose e dal tempo, con conseguente moltiplicazione e migrazione più rapida delle cellule. Per confermare i risultati, i fibroblasti tendinei sono stati trattati con diverse concentrazioni di BPC-157 per 24 ore, mostrando che l’espressione del recettore GH aumentava grazie a un effetto dose-dipendente che favoriva la proliferazione GH, con un potenziale effetto terapeutico. Al terzo giorno è stato osservato un aumento fino a sette volte.
Il BPC-157 è stato studiato anche come potenziale agente per il trattamento delle ustioni chimiche profonde della pelle in caso di ustioni alcaline nei ratti. I risultati hanno mostrato che il peptide potrebbe accelerare il processo di guarigione attraverso un meccanismo associato alla formazione accelerata del tessuto di granulazione, riepitelizzazione, rimodellamento cutaneo e deposizione di collagene tramite la via di segnalazione ERK1/2.
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2. Effetto del BPC-157 sulla crescita vascolare e sulla collateralizzazione dei vasi
La crescita vascolare svolge un ruolo importante nella crescita dei tessuti e nella rigenerazione dell’organismo, essendo strettamente collegata soprattutto allo sviluppo e alla crescita dei vasi sanguigni. Diverse situazioni fisiologiche e patologiche sono associate alla crescita vascolare, come la guarigione delle ferite, la crescita tumorale o la rigenerazione dopo lesioni. Gli studi hanno dimostrato che il BPC-157 è un potente fattore angiogenico che stimola la velocità di crescita e la proliferazione delle cellule endoteliali. Parte del meccanismo attraverso il quale il BPC-157 supporta la crescita delle cellule endoteliali vascolari avviene tramite la stimolazione del recettore cellulare superficiale VEGFR2, attivo nella via di segnalazione dell’ossido nitrico. Uno studio in vitro utilizzando cellule endoteliali vascolari umane ha ulteriormente confermato l’aumento dell’espressione di mRNA e proteine VEGFR2, ma non di VEGF-A.
Una ricerca sui ratti ha esaminato se le lesioni duodenali causate da grandi occlusioni venose potessero essere mitigate dal peptide BPC 157 indipendentemente dalla partecipazione del sistema dell’ossido nitrico (NO), concludendo che il peptide preveniva rapidamente l’occlusione e poteva così preservare il flusso duodenale originario. Ciò avveniva attraverso la vena pancreaticoduodenale anteriore inferiore verso il flusso della vena mesenterica superiore, un effetto correlato al sistema NO e alla riduzione della formazione di radicali liberi.
Questo stabile penta-decapeptide gastrico è stato utilizzato anche per ottenere nuove conoscenze nel trattamento della colite e dell’ischemia/riperfusione nei ratti, dove si è dimostrato capace di ripristinare rapidamente la perfusione delle aree ischemiche danneggiate e di stimolare la crescita dei vasi collaterali coinvolti nel sistema NO. Ulteriori ricerche hanno fornito una nuova prospettiva mostrando che l’applicazione di BPC 157 ha ridotto in larga misura o addirittura eliminato completamente tutte le conseguenze dell’intervento di legatura della vena cava inferiore nei ratti, come lesione diretta della vena, trombosi, trombocitopenia o sanguinamento prolungato. Inoltre, è possibile concludere che il BPC-157 attenua le lesioni del tratto digestivo, ma anche le lesioni del fegato e del cervello, così come del tessuto cardiovascolare, neurologico e muscolare. Esistono prove di ciò nella ricerca. Il BPC-157 attiva i vasi che attraversano l’area danneggiata e rende funzionali le vene collaterali, ripristinando così il flusso sanguigno nell’area lesa.
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3. BPC-157 come mediatore citoprotettivo
Il BPC-157 è noto anche come peptide antiulcera, capace di trattare e proteggere vari danni agli organi corporei preservando allo stesso tempo l’integrità naturale della barriera mucosa nel tratto digestivo. Questo peptide agisce su larga scala e presenta effetti persino molto più favorevoli rispetto ai citoprotettori standard. Il BPC 157, come prototipo di sostanza citoprotettiva, dovrebbe quindi controllare la funzione dei vasi in relazione alla lesione, al difetto perforato o all’ostruzione vascolare.
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4. Guarigione dei tendini con BPC-157
Le lesioni tendinee sono particolarmente frequenti e la loro guarigione è spesso difficile e molto lenta. Inoltre, i tendini guariti risultano generalmente più deboli rispetto a prima della lesione. Per questo motivo è importante sviluppare nuovi trattamenti terapeutici. Il BPC-157 accelera il reclutamento dei fibroblasti e l’apporto di sangue ai tessuti danneggiati, favorendo la rigenerazione delle ferite nei tendini, legamenti, muscoli e ossa, come dimostrato da ricerche in vitro e in vivo sui tendini dei ratti. Lo studio ha concluso che il peptide era più efficace degli ormoni bFGF, EFG e VGF nel promuovere la guarigione dei tessuti e implementava efficacemente il proprio effetto angiogenico cicatrizzante.
Inoltre, il BPC-157 è un potente stimolatore della produzione di F-actina nei fibroblasti, come rivelato da esperimenti con colorazione FITC-falloidina, mentre l’analisi mediante Western blotting ha mostrato che il BPC-157 aumenta la fosforilazione delle proteine paxillina e FAK – proteine critiche nella via della migrazione cellulare. In conclusione, il BPC 157 supporta la crescita ex vivo dei fibroblasti tendinei provenienti da espianti tendinei, la sopravvivenza cellulare in condizioni di stress e la migrazione in vitro dei fibroblasti tendinei, probabilmente mediata dall’attivazione della via FAK-paxillina.
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5. Potenziali effetti antiossidanti del BPC-157
Il peptide BPC-157 appare anche come un potente antiossidante, in grado di neutralizzare i marker dello stress ossidativo, come l’ossido nitrico (NO) e la malondialdeide (MDA). Studi sui ratti hanno dimostrato che può ridurre la produzione di specie reattive dell’ossigeno nel tratto gastrointestinale.
I batteri lattici sono stati studiati come possibile mezzo per trasportare proteine o peptidi terapeutici sulle superfici mucose dell’organismo. Il BPC-157 è in grado di prevenire e trattare l’infiammazione gastrointestinale riducendo la produzione di specie reattive dell’ossigeno. In questo studio, i batteri Lactococcus lactis sono stati utilizzati come vettore per trasportare il peptide BPC-157 sulla superficie del tratto GI.
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6. BPC-157 elimina gli effetti collaterali di alcuni farmaci
Un altro potenziale beneficio del peptide BPC-157 è la sua azione contro gli effetti collaterali di determinati farmaci. Si tratta in particolare di farmaci antinfiammatori non steroidei (NSAID), farmaci utilizzati per malattie psichiatriche o farmaci cardiaci, neurolettici e procinetici. A causa dei gravi effetti collaterali, molti di essi non possono essere utilizzati a lungo termine. Tuttavia, il peptide aiuta a eliminare gli effetti collaterali che agiscono non solo sul tratto GI, ma anche sul cervello, sul cuore e su altri tessuti, come confermato ancora una volta dagli studi sugli animali.
Particolarmente interessante è l’azione del BPC-157 nel contesto delle aritmie cardiache. I neurolettici e i procinetici causano comunemente un prolungamento dell’intervallo QTc. Il peptide può effettivamente aiutare a proteggere dal prolungamento del QTc cardiaco nei ratti sottoposti a somministrazione quotidiana di neurolettici dopaminergici o procinetici, situazione che può portare ad aritmie gravi o addirittura fatali. Nei ratti e nei topi, il BPC 157 ha inoltre contrastato la catalessia indotta dai neurolettici e le ulcere gastriche. Ciò si verifica anche durante l’assunzione di farmaci per il diabete, la schizofrenia e altri disturbi psichici. È stato dimostrato che interagisce pienamente con il sistema dopaminergico, sia centralmente che perifericamente.
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7. Effetto del BPC-157 sulle api
Esperimenti con somministrazione orale di sciroppo zuccherino contenente BPC-157 nel tratto GI delle api mellifere hanno registrato effetti positivi contro le infestazioni di Nosema Ceranae e la cosiddetta sindrome CCD (Colony Collapse Disorder). Si presume infatti che la causa di questa malattia possa essere un’infezione intestinale delle api causata proprio dal fungo Nosema ceranae, che spesso provoca enormi danni e la morte di intere colonie di api. L’integrazione della dieta delle api con BPC-157 per 21 giorni consecutivi ha ridotto i danni, in particolare quelli al rivestimento muscolare esterno, aumentando il tasso di sopravvivenza delle colonie sul campo.
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8. Conclusione
Il BPC-157 è oggetto di ricerca nelle colture cellulari, soprattutto sugli animali, e appare molto promettente non solo come agente terapeutico per la guarigione delle ferite o la regolazione della crescita vascolare, ma anche come strumento per esaminare dettagliatamente questi processi. Ulteriori studi sull’uomo sarebbero molto favorevoli. Il peptide potrebbe inoltre fare maggiore luce sul processo di angiogenesi, importante non solo nella guarigione delle ferite, ma anche nella crescita e nello sviluppo del cancro e nell’embriogenesi. Nei topi il peptide presenta effetti collaterali minimi.




